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fragilità incantevole. E potente

30 April 2015 - Senza categoria -

Oggi mi è capitato di assistere da vicino ad una scena drammatica e meravigliosa al tempo stesso. Ho visto piangere un uomo, un professionista e papà che sta passando un momento difficile, come tanti in questa Italia fiaccata. Ed ho visto l’abbraccio della moglie che, pur senza negare le difficoltà, lo ha consolato e gli ha sussurrato: insieme, ce la faremo. Insieme tiriamo la gonna alla Provvidenza e ci aiuterà! Poteva lasciare spiazzati il vedere piangere un uomo. E invece è stato un dono. La chiamerei ‘fragilità potente’, questa. Perché non viene negata per principio, non viene nascosta per paura, non rimane compressa dentro per motivi di forma. Viene accolta e lasciata fluire, con dignità ma senza maschere. E succede, allora, che diventi feconda e, invece, di far affondare, rinsaldi chi la vive e chi la incontra. Sì, è vero, stiamo passando un momento tremendo, difficile. Ma ce la possiamo fare. Insieme. E con l’aiuto di Dio che è con noi e non ci molla. E questa è stata una piccola grande lezione di vita. La fragilità economica che stiamo vivendo e che si abbatte come scure su tanti di noi, generando sofferenza e senso di impotenza, può essere trasformata in fragilità potente che rinsalda invece di separare, che attrae invece di respingere, che feconda invece di rendere sterili e passivi. Ma tutto questo miracolo è possibile solo quando Dio è parte di noi e della nostra storia quotidiana. Perché quando Lui è in noi fino al midollo, noi siamo e pensiamo come Lui fin dal midollo. E possiamo trasformare la realtà delle cose perché Lui è noi. E questa è la più bella vittoria che possiamo spuntare da tanta fragilità. Lungi dallo spezzarci, noi ci rinsaldiamo. E come può essere così in famiglia, può essere così anche nell’economia. Da questa economia fragile può nascere un’economia nuova, che spiazza per la meraviglia. Con l’aiuto di Maria, noi ci crediamo. Buon 1 Maggio, amici oranti!

4 Commenti
  • eleonoraReply

    Cara chiara ho letto piangendo perchè 3 anni fa ho vissuto sulla mia pelle questa storia. Oggi la situazione non è cambiata di molto ma con l'aiuto del buon Dio siamo cambiati mio marito ed io e la vita continua ad essere bella anche se abbiamo dovuto cambiare tante cose: abbiamo gettato le reti da un'altra parte e la pesca è stata cmq buona. A presto. Eleonora

    1 May 2015
    • Maria ChiaraReply

      Grazie, Eleonora. E' interessante quanto scrivi: il cambiamento che parte da noi è uno straordinario modo per sviluppare la resilienza, quella capacità che aiuta a uscire rafforzati dalle difficoltà. La fede, in questo, dà una grande mano naturalmente.

      2 May 2015
  • FrancaReply

    Buongiorno Chiara,
    mi dispiace per la situazione di questa famiglia che ci hai descritto, ma è purtroppo una delle migliaia che ci sono in Italia e non solo. Per fortuna quest'uomo aveva dalla sua parte la moglie, una famiglia vera, autentica, cristiana. Perché ci sono anche mogli che appena sentono aria di mancanza di soldi, se la danno a gambe levate. Personalmente, sono otto anni che vivo il "martirio" della disoccupazione ed è quanto di più incredibile, pazzesco ed infernale abbia attraversato nel miei 52 anni di vita, e dire che di sofferenze precedenti ne ho avute molte, ma niente in confronto alla mancanza di lavoro e di prospettive per una della mia età. E' difficile, una grande prova, la più grande, perché un lutto alla fine lo accetti dopo averlo elaborato, una malattia l'affronti sapendo che la medicina di oggi è molto competente e la chiesa poi fa' il resto. Ma nulla è più doloroso ed insopportabile del vivere, oggi, senza mezzi economici. Ed il lavoro non c'è, per noi cinquantenni poi è una certezza come una condanna a morte senza appello. Una preghiera: non dite "lavoro ai giovani" ma "lavoro per tutti" perché lavorare è un diritto essenziale della creatura umana come respirare, non si può vivere senza respirare né vivere dignitosamente senza lavoro. Saluti da Franca

    2 May 2015
    • Maria ChiaraReply

      cara Franca, hai ragione. Il lavoro deve essere per tutti, nessuno escluso. Stiamo pregando forte per questo con IO e nella messa di venerdì scorso vi abbiamo ricordato uno a uno, con il vostro nome, davanti all'Eucarestia. Non abbiamo altro modo per arrivare a voi, per il momento, che con la nostra preghiera. Fiduciosa e insistente. Un abbraccio, cara Franca!

      2 May 2015

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