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Pier Giorgio, beato ‘rompiscatole’

19 May 2015 - Senza categoria -

Domani si fa festa, carissimi. E non perché sia il mio compleanno o abbia vinto qualcosa. Domani, 20 Maggio, faccio festa perché sono 25 anni che Pier Giorgio Frassati è stato proclamato beato. Pier Giorgio è stato un ragazzo torinese di cui andare davvero fieri. Un personaggio di quelli tosti, direi. Un protagonista dei suoi tempi, un beato…rompiscatole. La sua storia – che vi consiglio vivamente di leggere- è di quelle che spaccano. Borghese, della borghesia più prestigiosa di Torino, lanciato verso un futuro radioso come poteva essere per i rampolli delle famiglie bene della Torino dei primi del Novecento, Pier Giorgio decide di rompere gli schemi, con garbo ma brillante determinazione. Si butta nella mischia dei poveri, pensa studia e agisce con il solo scopo di aiutare chi non ha, e non solo materialmente. Incontra resistenze e conosce l’incomprensione quando non addirittura il freddo disinteresse del papà che programmava per quell’unico figlio maschio un aureo atterraggio nella società civile. Ma niente: il nostro ragazzo tira dritto senza badare alle dicerie di chi, sotto sotto, lo considera un perdente. Aveva un fisicaccio, Pier Giorgio. Era un gran bel ragazzo. E badate: mica era di quelli che non amava divertirsi! Amava alla follia la montagna, fumava la pipa in compagnia ed era sempre pronto a combinare ogni sorta di scherzo per tenere allegra la compagnia degli amici dell’Azione Cattolica di cui faceva parte. Pier Giorgio aveva un segreto, però. Pier Giorgio adorava pregare il rosario e passava ore in adorazione davanti al tabernacolo. Poi dedicava gran parte della giornata a cercare i poveri per le vie della città per donare loro i soldi che aveva con se’ o portare loro da mangiare. Spariva senza dire nulla per ricomparire all’ora dei pasti con un sorriso celestiale e qualche battuta per sviare possibili domande imbarazzanti. Pier Giorgio è il mio giovane eroe. E’ morto a 24 anni, consumato in meno di una settimana da una polmonite. E nemmeno nella malattia ha avuto il conforto dei famigliari, tutti catalizzati dall’agonia, e poi morte, dell’amatissima nonna che viveva in casa con loro a qualche metro dalla camera in cui Pier Giorgio morirà, solo, a qualche ora di distanza. Pier Giorgio è il mio giovane gigante. Anche se solo in famiglia a credere in quello che credeva, ci credeva fino in fondo e senza compromessi. Amava dire ‘L’avvenire è nelle mani di Dio e meglio di così non potrebbe andare’. E’ questa la sua frase che ci regaliamo, amici di IO. E’ questo lo spirito che dobbiamo avere come pionieri di una nuova economia. Pier Giorgio ha rotto tutti gli schemi sclerotizzati della società in cui viveva con la forza del rosario. Come dire: ma allora… ce la possiamo fare!
Perché poi, tra l’altro, diceva pure: Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la Verità, non è vivere, ma vivacchiare.
Roger, Pier Giorgio! Dacci una mano, per favore!
Per saperne di più: MIO FRATELLO PIER GIORGIO di Luciana Frassati, Effatà ed.

2 Commenti
  • FrancaReply

    Buongiorno!
    Figura esemplare quella del giovane Pier Giorgio, secondo me troppo poco ricordata. Questa operosa città di Torino, ha dato alla nostra società uomini e donne che sono dei capolavori di santità, e Pier Giorgio è certamente uno dei più ammirevoli. Mi ricordo di avere visto la sua tomba in Duomo quando mi sono recata anni fa' nella vostra città, preceduta da un gonfalone che lo ritraeva in primo piano con una montagna sullo sfondo. Allora non conoscevo ancora chi fosse quel ragazzo dal bel volto e dalla capigliatura arruffata. Poi, col tempo, mi sono imbattuta in una intervista della sorella che parlava di lui e, quindi, è sorta in me la curiosità di approfondire la mia conoscenza su questo straordinario personaggio. Cosa aggiungere ancora: credo che Pier Giorgio sia, con il suo altruismo, il suo ottimismo, il suo amore verso la vita, lo sport, la natura, una figura attualissima che può e sa' attrarre i giovani di oggi che sono spesso senza ideali, sbandati, travolti da sregolate passioni, traviati da cattivi maestri. Ed oggi, nelle ricorrenza della sua beatificazione, voglio dare a questa giornata a lui dedicata, quell'ottimismo che era una sua peculiarità, dando in questo modo luce e speranza a questo nuovo giorno, così come avrebbe fatto Pier Giorno.
    Saluti festosi da Franca Bonacchi

    20 May 2015
    • Maria ChiaraReply

      cara Franca,
      grazie del tuo prezioso contributo! Ti auguro una giornata 'verso l'alto', come amava dire il nostro Pier Giorgio :-)

      20 May 2015

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