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Artificieri speciali

17 June 2018 - Senza categoria -

Sono poco più di tre anni che è nata IO e mi sento di dire che è come se la Madonna abbia voluto che imparassimo a diventare piccoli artificieri speciali: artificieri di Dio. In effetti, l’abbiamo scritto e ne abbiamo parlato più volte, il fatto di riuscire a inserire la preghiera del rosario IO nella nostra giornata lavorativa proprio in quelli che sono gli spazi destinati al lavoro che oggi, per molti, è molto più simile a una guerra di sopravvivenza, è decisamente simile all’azione di un artificiere quando opera in zone pericolose: bonifica ovvero rende buono il terreno su cui interviene. In altre parole, possiamo dire che, grazie alla preghiera che recitiamo insieme, lì dove operiamo per guadagnare il pane quotidiano, i segni della “guerra” non vengono annullati ma ne vengono disinnescate le possibili devastanti ripercussioni. E siamo piccoli artificieri anche perché, poco alla volta, sempre e solo grazie alla preghiera che ci avvicina a Dio, non solo non ci scoraggiamo di fronte alle difficoltà ma, al contrario, sviluppiamo una sensibilità speciale che ci fa cogliere segnali a noi prima impercettibili e che diventano, ora, validissime indicazioni di traiettoria da seguire. E poi troviamo la forza per metterci in ascolto di tanti che, magari, bussano alla porta e che, mamma mia, che pesi portano! E, ancora una volta, diventiamo artificieri di Dio perché riusciamo a caricarci un po’ del loro peso disinnescando, così, la bomba della disperazione e del senso di solitudine che provano e che può travolgerli. Ecco, però, attenzione: essere artificieri di Dio non significa avere soluzioni pronte all’uso da fornire a chi è in difficoltà. Se ci lasciamo condizionare da questo retro-pensiero (aiutare presuppone avere già una soluzione), infatti, rischiamo la paralisi del “non” ovvero la paralisi che viene dal pensare che, tanto, siccome non ho una soluzione per il caso (dare lavoro, dare una casa etc), non posso essere d’aiuto granché. Sbagliato! Essere artificieri di Dio significa, prima di tutto, mettersi in ascolto dell’altro, quindi acquisire una naturale propensione a mettersi nei panni dell’altro per poi impegnarsi a prendere su di sé un po’ delle sue preoccupazioni facendole nostre così che l’individuazione di una possibile soluzione sia agevolata dall’ “aver dentro di noi la storia dell’altro”. Se ci mettiamo in questa disposizione di cuore, succede che il nostro cervello diventa “sensibilizzato” alla storia dell’altro tanto da cogliere con maggior prontezza ogni segnale dall’ambiente che può suonare come “possibile soluzione per Paola” e creare, quindi, le condizioni per attivarci. Attivandoci, ci sentiamo di partecipare alla soluzione del problema di Paola e, questo, ci fa sentire così tanto bene (il nostro organismo sta producendo serotonina e endorfine che sono molecole della gioia/che genera energia e della calma/che genera serenità) da motivarci a continuare a darci da fare per Paola. In altre parole, vediamo all’opera la potenza del mettere in atto il comandamento di Gesù “amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi”: aiutare gli altri è un ottimo anti-depressivo e uno straordinario energizzante perché è la parte di Dio che ci abita ad operare.
Essere artificieri di Dio, amici, non richiede grandi specializzazioni, dunque, se non la scelta di prendere sul serio il nostro essere cristiani: decidere di ammortizzare il colpo della solitudine dell’amico/a creando occasioni di comunità (una colazione insieme, una passeggiata insieme, un pranzo in famiglia con ospite), decidere di togliersi un po’ del proprio tempo-vacanza per darlo all’altro, che non va in vacanza da anni, mettendo a disposizione, magari, la propria casa del mare o della montagna, decidere di donare la propria professionalità/competenza gratuitamente all’imprenditore in forte difficoltà sono tutte occasioni preziose per disinnescare la miccia del “non ce la faccio più”.
La nostra estate, dunque, sia un come un master di perfezionamento per artificieri di Dio: che la Speranza che viene da Dio trovi in noi persone pronte a realizzare i fuochi d’artificio della Sua creatività. Amen.

2 Commenti
  • MauroReply

    AMEN ... COSI' SIA MARIACHIARA
    ... GRAZIE PER LE TUE RIFLESSIONI SEMPRE ESPLOSIVE !!

    18 June 2018
  • AuroraReply

    Grazie Mariachiara! Aderire alla chiamata di Impresa Orante è stato il primo passo verso la Salita. Grandi ostacoli la vita ci pone ogni giorno e le difficoltà che incontriamo a volte rischiano di deprimerci ma ci rendiamo conto di questa immensa opportunità che ci offre IO? di aiutarci l un con l altro di fare legame positivo pregando mettendo le intenzioni di ciascuno fra le braccia di Maria...queste sono le bombe di cui ha bisogno l umanità per una esplosione di Amore unica e potente cura per il male della solitudine e della disperazione. Avanti tutta!

    18 June 2018

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